venerdì 26 ottobre 2012

Coaching e Leadership: un caso reale


Il punto di vista di Pierre (cliente/ coachee)

Mi racconti il tuo caso di accompagnamento di coaching in relazione al tuo essere leader? Come ha contribuito il coaching al tuo essere leader?
Il contributo decisivo e stato quello di permettermi di maturare la mia leadership in un tempo piuttosto breve ed in un momento chiave della mia carriera. Mi ha concesso proprio di fare un passo avanti, anzi, un salto quantico. Il mio essere leader era il prodotto di un percorso di vita e di esperienze professionale, il coaching e stato un “specchio intelligente” che mi ha permesso di diventare cosciente di certi aspetti e gestirli in modo consapevole, passando da una leadership molto intuitiva, a volte impulsiva, ad una leadership consapevole ed efficace.

Cosa hai dovuto affrontare durante il percorso? Come lo hai vissuto?
L’ho vissuto come un’avventura, o meglio inizialmente ho avviato il percorso senza sapere quando e cosa sarebbe successo e come ne sarei uscito. E’ stato necessario essere pronto a mettersi “nudo” e in discussione. Ma prima di tutto è necessario avere il coraggio e la volontà, ed essere pronto ad accettare di cambiare focus su sé stessi, e magari anche riconoscere aspetti da lasciare andare per fare spazio ad altro. Questa rimessa in gioco implica dunque qualche passaggio difficile psicologicamente ed emotivamente, momenti di dubbi e rimorsi, però ne vale la pena.

Quali erano le sfide che, insieme alla tua azienda, ti eri prefissato?
La sfida era di acquisire una leadership autorevole lasciando andare la leadership autoritaria, mantenendo alto il mio livello e qualità di energia. Acquisire una leadership “sostenibile”.

Come hai potuto misurare i traguardi del tuo essere leader?
Attraverso gli occhi, lo sguardo e il consenso degli altri. Le relazioni si sono subito risolte e le cose difficili sono divenute naturali, fluide, efficaci.

Quali benefici hai ottenuto in termini concreti?
Un vero e proprio rilancio della mia carriera che mi ha aperto prospettive inaspettate, ed un gran benessere personale.

Quali altri benefici personali hai ottenuto (se li hai ottenuti) ?
Il cambio di focus e di prospettiva, per quanto faticoso, mi ha concesso anche di ritornare ad essere me stesso. Stress e vicissitudini di vita e carriera portano a volte a perdere il filo dall’anima che avevamo da giovani, portandoci a costruire meccanismi di difesa non necessariamente insiti nella nostra natura originale, ma che alla fine si insidiano in noi falsando il nostro vero carattere. Analizzare, osservare questo aspetto e “pulirlo” mi ha concesso anche di ritrovare me stesso e conseguentemente ritrovarmi anche meglio con gli altri, specie nell’ambito familiare. Infatti sul lato personale si sono forse manifestati i migliori benefici.

Cosa del coaching per te è stato vincente per il tuo sviluppo della leadership?
Razionalizzare, riconoscere e gestire le emozioni mi ha permesso di avere relazioni ed individuare le azioni più efficaci, costruttive e vincenti nel rispetto di me stesso.

Quanto è durato il tuo percorso?
18 mesi... durante il quale ho affrontato un processo personale di autoriflessione, di sviluppo e di allenamento.

Cosa del tuo coach hai apprezzato di più? Cosa ti ha fatto fare lo switch?
Empatia e fiducia. Sono stati elementi decisivi per fare lo switch e per avere fiducia nell’accompagnamento in terreni sconosciuti.

Che consigli vorresti dare a chi ti legge in merito al coaching a valle della tua esperienza?
Il coaching deve essere voluto e basato sull’alchimia giusta con il coach. Empatia e fiducia non si “contrattano”, ma sono fondamentali. Si deve dunque proprio verificare una certa alchimia ed affinità.

Il punto di vista di Claudia (coach)
Prima di incontrare direttamente questo coachee ho parlato con diversi esponenti dell’azienda in cui Pierre svolge il suo ruolo. Ognuno di loro mi aveva presentato Pierre come una persona “outstanding”, eccezionale, con un’energia travolgente, che portava risultati straordinari all’azienda. Una persona da far crescere ancora di più nell’attuale ruolo che svolgeva (che era già molto alto!). La motivazione per cui avevano richiesto un percorso di executive coaching è stata che la persona è così tanto outstanding che spesso metteva in difficoltà gli altri colleghi nazionali ed internazionali. La sua modalità era talmente innovativa ed immediata che risultava travolgente, dirompente e questo creava disagio nelle persone. In sostanza andava calibrata la leadership in modo che fosse efficace sia nel raggiungimento degli obiettivi sia nelle modalità relazionali.
L’esperienza che ho fatto con Pierre è stata intensa, sfidante ed entusiasmante. La forza di volontà, il coraggio e l’umiltà che il coachee ha messo in gioco è stata la chiave vincente del suo percorso.
Il coachee ha allenato l’attitudine ad essere un leader di sé in primis e ha messo in atto azioni e modalità relazionali di wedership arrivando a raggiungere con pieni risultati una leadership diffusa. I suoi risultati sono stati talmente eclatanti che ora ha raggiunto un incarico istituzionale davvero elevato. Complimenti Pierre!

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